Ipertrigliceridemia

L’ipertrigliceridemia indica la presenza di livelli elevati di trigliceridi nel sangue. I trigliceridi sono la principale forma di grasso circolante nell’organismo e rappresentano una riserva energetica fondamentale. Tuttavia, quando i loro valori superano la soglia di normalità (>150 mg/dL a digiuno), si configura una condizione che aumenta significativamente il rischio cardiovascolare e può essere spia di alterazioni metaboliche più ampie.

L’ipertrigliceridemia è spesso asintomatica, ma costituisce un fattore di rischio indipendente per malattie cardiovascolari, pancreatite acuta (nelle forme severe) ed è frequentemente associata a sindrome metabolica, diabete di tipo 2 e steatosi epatica.

Cause e fattori di rischio

Le cause dell’ipertrigliceridemia possono essere primarie (genetiche) o secondarie (legate a stile di vita e altre condizioni):

  • Alimentazione scorretta: l’eccesso di zuccheri semplici e carboidrati raffinati è la causa principale. Il fruttosio in particolare stimola la sintesi epatica di trigliceridi. Anche l’eccesso di alcol contribuisce significativamente all’aumento dei trigliceridi.
  • Sovrappeso e obesità: l’eccesso di peso, soprattutto addominale, favorisce l’alterazione del metabolismo lipidico.
  • Insulino-resistenza e diabete: l’alterata sensibilità all’insulina promuove la produzione epatica di trigliceridi e riduce la loro clearance dal sangue.
  • Sedentarietà: la mancanza di attività fisica riduce il consumo di lipidi e favorisce l’accumulo.
  • Predisposizione genetica: alcune forme familiari di ipertrigliceridemia sono legate a difetti genetici specifici.
  • Farmaci: corticosteroidi, beta-bloccanti, diuretici tiazidici, estrogeni e alcuni antiretrovirali possono aumentare i trigliceridi.
  • Patologie endocrine: ipotiroidismo e sindrome di Cushing possono essere cause secondarie.
  • Disfunzione epatica: il fegato svolge un ruolo centrale nel metabolismo dei lipidi, e la steatosi epatica è spesso associata a ipertrigliceridemia.

Classificazione e rischio

I valori dei trigliceridi vengono così classificati:

  • Normali: inferiore a 150 mg/dL
  • Lievemente elevati: 150-199 mg/dL
  • Elevati: 200-499 mg/dL
  • Molto elevati: uguale o superiore a 500 mg/dL (rischio di pancreatite acuta)

Anche valori moderatamente elevati (150-200 mg/dL) aumentano il rischio cardiovascolare, soprattutto se associati a bassi livelli di colesterolo HDL (“buono”) o elevati livelli di colesterolo LDL (“cattivo”).

Prevenzione e gestione

Affrontare l’ipertrigliceridemia richiede modifiche dello stile di vita e, quando necessario, un supporto nutraceutico mirato.

Alimentazione

La dieta rappresenta l’intervento più efficace:

  • Ridurre drasticamente zuccheri e carboidrati raffinati: eliminare bevande zuccherate, dolci, succhi di frutta industriali, pane bianco, pasta raffinata. Questi alimenti stimolano direttamente la sintesi epatica di trigliceridi.
  • Limitare o eliminare l’alcol: anche quantità moderate di alcol possono aumentare significativamente i trigliceridi in soggetti predisposti.
  • Aumentare gli omega-3: pesce grasso (salmone, sgombro, sardine, aringhe) almeno 2-3 volte a settimana. Gli omega-3 EPA e DHA riducono efficacemente i trigliceridi.
  • Scegliere carboidrati integrali: privilegiare cereali integrali, legumi e verdure ricche di fibre.
  • Grassi di qualità: olio extravergine d’oliva, frutta secca, avocado.
  • Aumentare le fibre solubili: aiutano a ridurre l’assorbimento di grassi e zuccheri.

Stile di vita

  • Attività fisica regolare: l’esercizio aerobico (camminata veloce, corsa, nuoto, ciclismo) per almeno 150 minuti a settimana riduce significativamente i trigliceridi.
  • Controllo del peso: anche una perdita del 5-10% del peso corporeo può determinare riduzioni importanti dei trigliceridi.
  • Gestione dello stress: lo stress cronico influenza negativamente il metabolismo lipidico.

Integrazione per il controllo dei trigliceridi

In un percorso di supporto nutrizionale per l’ipertrigliceridemia, possono essere d’aiuto i seguenti integratori NMI:

  • OMEGA BALANCE: integratore ad alto dosaggio di acidi grassi omega-3 (EPA e DHA) ad elevata biodisponibilità. Gli omega-3 sono tra i principi attivi più efficaci per la riduzione dei trigliceridi, con evidenze scientifiche consolidate. Contribuiscono inoltre alla salute cardiovascolare e al controllo dell’infiammazione sistemica.
  • LIPOCARDIOL: integratore formulato per supportare il metabolismo lipidico. Contiene berberina, bergamotto, octocosanolo e pleurotus, principi attivi che agiscono su colesterolo e trigliceridi migliorando il profilo lipidico complessivo.
  • EPATOP: supporto alla funzione epatica. Poiché il fegato è l’organo centrale nel metabolismo dei lipidi, ottimizzare la sua funzione può contribuire al controllo dei trigliceridi.
  • EPACLEAN: detossinazione epatica per favorire l’eliminazione delle tossine e supportare il metabolismo lipidico quando è presente sovraccarico epatico.

Un approccio che combina dieta mirata, attività fisica e integrazione nutraceutica può aiutare a normalizzare i livelli di trigliceridi e a ridurre il rischio cardiovascolare.

Per una valutazione approfondita del tuo profilo lipidico e un programma personalizzato, ti invitiamo a richiedere una consulenza con i nostri esperti in nutrizione integrata.

Posologia

  • OMEGA BALANCE: 2 capsule al giorno
  • LIPOCARDIOL: 2 capsule al giorno durante i pasti principali
  • EPATOP: 2 capsule al giorno (se presente sovraccarico epatico)
  • EPACLEAN: 2 capsule al giorno (cicli di detossinazione)

Omega-3 come primo presidio; supporto al metabolismo lipidico e alla funzione epatica quando indicato.

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