probiotici e antibiotici

Probiotici e antibiotici: proteggere e ripristinare la flora intestinale

Gli antibiotici rappresentano uno degli strumenti terapeutici più importanti della medicina moderna, ma il loro utilizzo comporta inevitabilmente un impatto significativo sul microbiota intestinale. La ricerca scientifica degli ultimi anni ha evidenziato come la disbiosi da antibiotici possa persistere per settimane o addirittura mesi dopo la fine del trattamento, con conseguenze sulla salute metabolica, immunitaria e digestiva.

In questo articolo analizzeremo le evidenze scientifiche più recenti su come proteggere il microbiota prima e durante la terapia antibiotica e come ripristinare la flora intestinale dopo il trattamento, fornendo indicazioni pratiche su tempistiche, dosaggi e strategie più efficaci.

Cosa succede al microbiota durante una terapia antibiotica

Gli antibiotici, per loro stessa natura, non sono in grado di distinguere i batteri patogeni da quelli benefici. Durante una terapia antibiotica, anche le popolazioni microbiche che svolgono funzioni essenziali per il nostro organismo subiscono una drastica riduzione.

Uno studio pubblicato su Nature Reviews Microbiology nel 2023 (Fishbein et al.) ha evidenziato che anche cicli antibiotici brevi possono causare:

  • Riduzione della diversità microbica: la varietà di specie batteriche può diminuire significativamente, impoverendo l’ecosistema intestinale
  • Deplezione di batteri benefici: in particolare Bifidobatteri e produttori di butirrato, fondamentali per la salute della mucosa intestinale
  • Proliferazione di patobionti: microrganismi potenzialmente dannosi come Enterobacteriaceae, Enterococcus faecalis e Fusobacterium nucleatum possono espandersi
  • Alterazione delle funzioni metaboliche: diminuisce la produzione di acidi grassi a catena corta (SCFA), essenziali per l’energia delle cellule intestinali

Questa condizione, nota come disbiosi antibiotico-indotta, può manifestarsi con sintomi quali diarrea, gonfiore addominale, flatulenza, crampi intestinali e, nei casi più gravi, infezioni opportunistiche come quella da Clostridioides difficile.

Quanto tempo impiega il microbiota a riprendersi

La velocità di recupero del microbiota intestinale dopo una terapia antibiotica è altamente individuale e dipende da numerosi fattori: tipo di antibiotico utilizzato, durata del trattamento, stato di salute pregresso e composizione originaria del microbiota.

Una ricerca pubblicata nel 2018 su Nature Microbiology (Palleja et al.) ha monitorato 12 soggetti sani dopo un ciclo di antibiotici ad ampio spettro, osservando che:

  • Il microbiota recupera una composizione simile a quella pre-trattamento entro circa 1,5 mesi
  • Alcune specie rimangono non rilevabili anche dopo 180 giorni: 9 specie comuni, presenti in tutti i soggetti prima del trattamento, non sono state più identificate in gran parte dei partecipanti dopo 6 mesi
  • Il recupero completo può richiedere anche più tempo in soggetti con ripetute esposizioni agli antibiotici

Studi più recenti (Frontiers in Microbiology, 2025) hanno confermato che le alterazioni possono persistere per 8 mesi o più, influenzando non solo la composizione batterica ma anche le vie metaboliche e il resistoma (l’insieme dei geni di resistenza agli antibiotici).

Questo significa che, senza interventi mirati, il microbiota potrebbe non tornare mai completamente allo stato originario, aumentando la vulnerabilità a future infezioni e disturbi cronici. Ecco perché è fondamentale adottare strategie sia preventive che riparative.

Prebiotici prima degli antibiotici: la strategia preventiva

Una delle scoperte più interessanti degli ultimi anni riguarda il ruolo protettivo dei prebiotici quando assunti prima e durante la terapia antibiotica, non solo dopo.

Uno studio pubblicato su Nature Communications nel 2023 (Penumutchu et al.) ha dimostrato che la supplementazione con fibre prebiotiche riduce significativamente l’impatto degli antibiotici sulla composizione e sulla funzionalità del microbiota.

Il meccanismo protettivo delle fibre

I ricercatori hanno scoperto che le fibre prebiotiche agiscono modulando il potenziale redox intestinale. Durante la terapia antibiotica, l’ambiente intestinale tende a diventare più ossidativo, favorendo la proliferazione di batteri aerobici potenzialmente dannosi. Le fibre prebiotiche contrastano questo fenomeno:

  • Riducono l’abbondanza di batteri aerobici: che tipicamente proliferano durante la disbiosi antibiotico-indotta
  • Attenuano le vie metaboliche ossidative: preservando un ambiente più favorevole ai batteri benefici anaerobi
  • Mantengono la produzione di SCFA: gli acidi grassi a catena corta continuano a nutrire le cellule intestinali anche durante la terapia
  • Proteggono i batteri commensali: riducendo il danno collaterale dell’antibiotico sulla flora benefica

Perché iniziare prima della terapia

La logica dell’assunzione preventiva si basa su tre principi fondamentali:

  • Rinforzare prima dello stress: i prebiotici nutrono i batteri benefici già presenti, aumentandone la popolazione e la resilienza prima dell’impatto antibiotico
  • Protezione durante la terapia: un microbiota più “forte” e diversificato resiste meglio all’azione dell’antibiotico, limitando la perdita di specie
  • Base migliore per il recupero: partendo da un microbiota meno danneggiato, il ripristino post-antibiotico sarà più rapido e completo

Quando iniziare la supplementazione preventiva

Se si sa in anticipo di dover assumere antibiotici (ad esempio per un intervento chirurgico programmato o una terapia pianificata), è consigliabile iniziare la supplementazione con prebiotici almeno 7-14 giorni prima dell’inizio della terapia antibiotica. Questo periodo permette di:

  • Stimolare la crescita delle popolazioni batteriche benefiche
  • Aumentare la produzione di SCFA protettivi
  • Adattare gradualmente l’intestino ai prebiotici (evitando gonfiore eccessivo)
  • Creare un ambiente intestinale ottimale per affrontare lo stress della terapia

Il ruolo dei probiotici nel recupero della flora intestinale

I probiotici rappresentano una delle strategie più studiate per accelerare il recupero del microbiota dopo terapia antibiotica. Secondo la definizione FAO/OMS, i probiotici sono “microrganismi vivi che, quando somministrati in quantità adeguate, conferiscono un beneficio per la salute dell’ospite”.

Le linee guida 2020 dell’American Gastroenterological Association (AGA) riconoscono l’utilità di specifici probiotici nella prevenzione della diarrea associata ad antibiotici (AAD) e dell’infezione da Clostridioides difficile.

Meccanismi d’azione dei probiotici

I probiotici agiscono attraverso molteplici meccanismi:

  • Colonizzazione competitiva: occupano i siti di adesione sulla mucosa intestinale, impedendo ai patogeni di colonizzare
  • Produzione di sostanze antimicrobiche: batteriocine, acidi organici e perossido di idrogeno che inibiscono la crescita di microrganismi dannosi
  • Modulazione immunitaria: stimolano le risposte immunitarie locali e sistemiche, migliorando le difese dell’ospite
  • Supporto alla barriera intestinale: favoriscono la produzione di muco e il mantenimento delle tight junctions tra le cellule epiteliali
  • Produzione di metaboliti benefici: acidi grassi a catena corta (SCFA) come butirrato, propionato e acetato

Uno studio randomizzato controllato pubblicato su Frontiers in Microbiomes nel 2024 (John et al.) ha dimostrato che la supplementazione con un probiotico contenente Lactobacillus acidophilus, Bifidobacterium bifidum, Bifidobacterium animalis subsp. lactis e Saccharomyces boulardii può supportare il microbiota durante e dopo il trattamento antibiotico.

Quali ceppi probiotici scegliere dopo gli antibiotici

Non tutti i probiotici sono uguali. La scelta dei ceppi batterici specifici è fondamentale per ottenere risultati clinicamente significativi.

Bifidobatteri: i protagonisti del recupero intestinale

I Bifidobatteri sono tra i batteri più colpiti dalla terapia antibiotica e, al contempo, tra i più efficaci nel ripristino dell’equilibrio intestinale. Una revisione pubblicata su Microbiome Research and Reports nel 2024 ha evidenziato l’efficacia di questi ceppi:

  • Bifidobacterium bifidum: eccellente capacità di adesione alla mucosa intestinale, modulazione del sistema immunitario e protezione contro i patogeni
  • Bifidobacterium longum: produce acidi organici che abbassano il pH intestinale, creando un ambiente sfavorevole ai patogeni
  • Bifidobacterium breve: particolarmente efficace nel metabolismo dei carboidrati complessi e nella produzione di SCFA
  • Bifidobacterium infantis: svolge un ruolo cruciale nella modulazione delle risposte infiammatorie intestinali

I Bifidobatteri colonizzano principalmente il colon e sono particolarmente indicati per il trattamento di patologie infiammatorie intestinali croniche, colon irritabile e disbiosi del grosso intestino.

Mono-ceppo o multi-ceppo?

Le formulazioni multi-ceppo offrono generalmente vantaggi superiori rispetto ai probiotici mono-ceppo per il recupero post-antibiotico. Questo perché:

  • Diversi ceppi colonizzano differenti tratti dell’intestino
  • L’azione sinergica tra ceppi potenzia l’efficacia complessiva
  • Si ricostituisce un microbiota più diversificato e resiliente
  • Maggiore probabilità che almeno alcuni ceppi sopravvivano all’ambiente gastrico e colonizzino efficacemente

Come assumere probiotici e prebiotici: il protocollo completo

Per massimizzare la protezione e il recupero del microbiota, è importante seguire un protocollo in tre fasi che copra l’intero percorso: prima, durante e dopo la terapia antibiotica.

Fase 1: prima della terapia antibiotica (se possibile)

Se si conosce in anticipo la data di inizio della terapia antibiotica, iniziare 7-14 giorni prima con:

  • Prebiotici (FOS/inulina): iniziare con 2-3 g/die e aumentare gradualmente fino a 5 g/die
  • Dieta ricca di fibre: aumentare il consumo di verdure, legumi, cereali integrali
  • Alimenti fermentati: yogurt, kefir, crauti non pastorizzati per arricchire naturalmente il microbiota

Fase 2: durante la terapia antibiotica

Iniziare l’assunzione di probiotici dal primo giorno di terapia antibiotica, rispettando una distanza temporale di almeno 2-3 ore tra l’antibiotico e il probiotico:

  • Probiotici multi-ceppo: 5-10 miliardi di CFU/die, a distanza dall’antibiotico
  • Prebiotici: continuare con 5 g/die per mantenere l’effetto protettivo
  • Idratazione: aumentare l’assunzione di liquidi per supportare la funzione intestinale

Fase 3: dopo la terapia antibiotica

È fondamentale proseguire l’integrazione per almeno 4-8 settimane dopo la fine dell’antibiotico:

  • Prime 2 settimane: dose piena di probiotici (5-10 miliardi CFU) + prebiotici (5-8 g/die)
  • Settimane 3-4: mantenere i probiotici, i primi benefici sintomatici dovrebbero essere evidenti
  • Settimane 5-8: continuare per consolidare il riequilibrio del microbiota
  • Oltre 8 settimane: nelle disbiosi gravi o dopo ripetute esposizioni agli antibiotici, cicli di 4-6 mesi possono essere necessari

Dosaggio ottimale

Secondo le linee guida del Ministero della Salute italiano, la dose minima efficace per un probiotico è di almeno 1 miliardo di cellule vive (CFU) per dose giornaliera. Per il contesto antibiotico, dosaggi di 5-10 miliardi di CFU sono generalmente più indicati, poiché una parte dei batteri viene comunque persa durante il transito gastrico e, durante la terapia, anche per effetto residuo dell’antibiotico.

Prodotti NMI per il riequilibrio intestinale

NMI – Nutrizione Medicina Integrata propone soluzioni specifiche per la protezione e il ripristino del microbiota, formulate sulla base delle più recenti evidenze scientifiche.

FLORAGUT è una formulazione simbiotica avanzata che combina probiotici e prebiotici in un’unica soluzione, ideale sia per la fase preventiva che per il recupero post-antibiotico:

  • Quattro ceppi di Bifidobatteri: B. bifidum, B. breve, B. infantis e B. longum, selezionati per la loro efficacia nel colonizzare il colon e ridurre l’infiammazione intestinale
  • Frutto-oligosaccaridi (FOS): prebiotici che nutrono selettivamente i batteri benefici, proteggono durante la terapia e migliorano il transito intestinale
  • Zinco gluconato e metionina: accelerano la rigenerazione dei tessuti danneggiati dalla disbiosi
  • Colostro bovino: rafforza le difese immunitarie e favorisce la riparazione della barriera intestinale

Questa formulazione multifattoriale agisce su tutti gli aspetti del percorso: protezione preventiva grazie ai FOS, ripopolamento della flora benefica con i Bifidobatteri, rigenerazione della mucosa e supporto immunitario.

Protocollo di utilizzo con FLORAGUT

  • Prima della terapia (se possibile): iniziare FLORAGUT 7-14 giorni prima per preparare il microbiota
  • Durante la terapia antibiotica: assumere FLORAGUT a distanza di 2-3 ore dall’antibiotico
  • Dopo la terapia: proseguire per almeno 4-6 settimane per un ripristino completo
  • Conservazione: preferibilmente in frigorifero dopo l’apertura per massimizzare la vitalità dei ceppi batterici

Altri prodotti della linea Riequilibrio Intestinale

  • FLOGUT: antinfiammatorio intestinale concentrato, ideale nelle fasi acute di infiammazione o quando c’è forte compromissione della mucosa
  • LEAKYGUT: specifico per la permeabilità intestinale, con attivi sinergici per la riparazione della barriera mucosale
  • NUTRIGUT: supporto nutrizionale completo per l’intestino, indicato in caso di malassorbimento

Domande frequenti (FAQ)

I prebiotici vanno presi anche prima della cura antibiotica?

Sì, quando possibile è consigliabile iniziare i prebiotici 7-14 giorni prima della terapia antibiotica. Studi pubblicati su Nature Communications (2023) hanno dimostrato che le fibre prebiotiche proteggono significativamente il microbiota dall’impatto degli antibiotici, modulando il potenziale redox intestinale e riducendo la proliferazione di batteri dannosi durante la terapia.

A che distanza dall’antibiotico devo prendere i probiotici?

È consigliabile assumere i probiotici almeno 2-3 ore dopo l’antibiotico. Questo intervallo permette di evitare che l’antibiotico distrugga immediatamente i batteri benefici appena assunti, garantendo che una quota significativa raggiunga l’intestino ancora vitale.

Per quanto tempo si possono prendere i probiotici?

I probiotici possono essere assunti quotidianamente per periodi prolungati. Per il recupero post-antibiotico, è consigliabile proseguire per almeno 4-8 settimane. Nelle disbiosi gravi o croniche, cicli di 4-6 mesi possono essere necessari per ottenere risultati duraturi.

Quanto tempo ci mettono i probiotici a fare effetto?

I primi benefici sintomatici, come la riduzione del gonfiore e il miglioramento della regolarità intestinale, possono manifestarsi già dopo 7-15 giorni di assunzione costante. Tuttavia, per un vero riequilibrio del microbiota e una colonizzazione stabile, sono necessari almeno 2-3 mesi di trattamento continuativo.

Quanti miliardi di fermenti lattici devo assumere?

La dose minima efficace, secondo il Ministero della Salute, è di 1 miliardo di CFU al giorno. Per il contesto antibiotico, dosaggi di 5-10 miliardi di CFU sono generalmente più efficaci, poiché compensano le perdite durante il transito gastrico e l’eventuale effetto residuo dell’antibiotico.

I probiotici possono avere effetti collaterali?

I probiotici sono generalmente ben tollerati. Nelle fasi iniziali dell’assunzione possono verificarsi lievi disturbi gastrointestinali (gonfiore, flatulenza, crampi) dovuti all’adattamento del microbiota. Questi sintomi tendono a risolversi spontaneamente entro pochi giorni. È consigliabile iniziare con dosi graduali.

Probiotici mono-ceppo o multi-ceppo: quale scegliere?

Per il contesto antibiotico, le formulazioni multi-ceppo sono generalmente preferibili perché diversi ceppi colonizzano differenti tratti dell’intestino, l’azione sinergica potenzia l’efficacia complessiva e si ricostituisce un microbiota più diversificato e resiliente.

È normale avere gonfiore dopo aver iniziato i probiotici?

Sì, è un fenomeno comune nelle prime fasi dell’integrazione, soprattutto con formulazioni che contengono prebiotici. Il gonfiore indica che i batteri benefici stanno fermentando le fibre, producendo gas ma anche metaboliti benefici. Questo effetto tende a diminuire progressivamente man mano che il microbiota si equilibra, generalmente entro 1-2 settimane.

Meglio lattobacilli o bifidobatteri dopo gli antibiotici?

Entrambi sono utili ma colonizzano aree diverse. I Lattobacilli predominano nell’intestino tenue, mentre i Bifidobatteri colonizzano principalmente il colon. Per un recupero completo, le formulazioni che combinano entrambi offrono copertura dell’intero tratto intestinale. Per disturbi specifici del colon (IBS, colite, disbiosi del grosso intestino), i Bifidobatteri sono particolarmente indicati.


Conclusioni

La gestione del microbiota intestinale in relazione alla terapia antibiotica richiede un approccio completo e proattivo, che non si limiti al recupero post-trattamento ma includa anche strategie preventive.

Le evidenze scientifiche più recenti supportano un protocollo in tre fasi: preparazione preventiva con prebiotici (quando possibile), protezione durante la terapia con probiotici e prebiotici assunti a distanza dall’antibiotico, e ripristino prolungato dopo la fine del trattamento.

Le formulazioni simbiotiche come FLORAGUT di NMI, che combinano Bifidobatteri selezionati con FOS prebiotici e nutrienti rigenerativi, offrono un approccio integrato efficace per tutte le fasi del percorso.

Per un protocollo personalizzato in base alle proprie esigenze specifiche, è sempre consigliabile consultare un professionista sanitario o richiedere un consulto con il team medico NMI.

Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente divulgativo e non sostituiscono il parere medico. Prima di iniziare qualsiasi integrazione, è consigliabile consultare un professionista sanitario qualificato.


Riferimenti scientifici

  • Penumutchu S et al. Fiber supplementation protects from antibiotic-induced gut microbiome dysbiosis by modulating gut redox potential. Nat Commun. 2023;14:5161
  • Fishbein SR, Mahmud B, Dantas G. Antibiotic perturbations to the gut microbiome. Nat Rev Microbiol. 2023;21:772-788
  • John D et al. A double-blind, randomized, placebo-controlled study assessing the impact of probiotic supplementation on antibiotic induced changes in the gut microbiome. Front Microbiomes. 2024;3:1359580
  • Łukasik J et al. Systematic review: effect of probiotics on antibiotic-induced microbiome disruption. J Prob Health. 2024;15(5):431-447
  • Palleja A et al. Recovery of gut microbiota of healthy adults following antibiotic exposure. Nat Microbiol. 2018;3:1255-1265
  • Su GL et al. AGA clinical practice guidelines on the role of probiotics in the management of gastrointestinal disorders. Gastroenterology. 2020;159(2):697-705
  • Ventura M et al. Compendium of Bifidobacterium-based probiotics: characteristics and therapeutic impact on human diseases. Microbiome Res Rep. 2024
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