Descrizione e Caratteristiche
L’agnocasto (Vitex agnus-castus) è un arbusto deciduo originario dell’Europa mediterranea e dell’Asia centrale, di cui si utilizzano i frutti. È tradizionalmente impiegato per il benessere femminile legato al ciclo mestruale: la Commissione E tedesca ne ha approvato l’impiego per le irregolarità del ciclo, i disturbi premestruali e la tensione mammaria. Tra i costituenti dei frutti, gli studi farmacologici hanno individuato alcuni diterpeni, in particolare i clerodadienoli, con proprietà dopaminergiche: si legano ai recettori della dopamina di tipo D2 e riducono il rilascio di prolattina. Gli estratti dei frutti possono essere titolati in agnuside.
Funzioni Principali
- Regolarità del ciclo mestruale: l’agnocasto favorisce la regolarità del ciclo mestruale ed è tra gli estratti vegetali impiegati negli integratori per il benessere femminile.
- Benessere nel periodo premestruale: favorisce il benessere nel periodo che precede il ciclo.
- Attività dopaminergica: i diterpeni dei frutti si legano ai recettori dopaminergici D2 e modulano il rilascio di prolattina, uno degli ormoni coinvolti nell’equilibrio ormonale femminile.
- Estratto titolato: l’estratto dei frutti può essere titolato in agnuside, che ne esprime il contenuto.
Evidenze Scientifiche
Gli studi clinici sull’agnocasto hanno riguardato in particolare i disturbi del periodo premestruale (sindrome premestruale). Una meta-analisi pubblicata sull’American Journal of Obstetrics and Gynecology (Verkaik et al., 2017) ha individuato 17 studi randomizzati: in 13 dei 14 analizzati quantitativamente l’agnocasto ha mostrato effetti positivi sui sintomi premestruali complessivi, ma l’elevato rischio di distorsione, l’eterogeneità molto alta e il probabile bias di pubblicazione non consentono conclusioni definitive. Una meta-analisi successiva (Csupor et al., Complementary Therapies in Medicine, 2019), limitata ai tre studi in doppio cieco che descrivevano in modo adeguato gli estratti impiegati (520 donne), ha rilevato che le donne che assumevano agnocasto avevano una probabilità circa 2,6 volte maggiore di una remissione dei sintomi rispetto al placebo.
Una revisione sistematica degli eventi avversi (Daniele et al., Drug Safety, 2005) li ha descritti come lievi e reversibili: i più frequenti sono nausea, cefalea, disturbi gastrointestinali, alterazioni del ciclo, acne, prurito ed eritema cutaneo, mentre non sono state segnalate interazioni con farmaci. L’impiego è sconsigliato in gravidanza e allattamento e, secondo gli autori, potrebbe teoricamente interferire con i farmaci antagonisti della dopamina.