Trifoglio rosso

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Descrizione e Caratteristiche

Il trifoglio rosso (Trifolium pratense) è un’importante leguminosa foraggera il cui interesse in ambito nutraceutico è legato al contenuto di isoflavoni, composti di origine vegetale con struttura simile a quella degli estrogeni e per questo definiti fitoestrogeni. Tra gli isoflavoni del trifoglio rosso figurano biochanina A, formononetina, daidzeina e genisteina. Queste molecole si legano ai recettori degli estrogeni, con un’affinità maggiore per il recettore beta rispetto al recettore alfa, e mostrano anche un’attività antiossidante. Negli integratori si impiega l’estratto secco titolato in isoflavoni, che consente di conoscere la quantità di isoflavoni apportata con la dose giornaliera: è questo il parametro a cui fanno riferimento gli studi clinici.

Funzioni Principali

  • Benessere in menopausa: il trifoglio rosso contribuisce al benessere della donna nel periodo della menopausa ed è tra gli estratti vegetali impiegati negli integratori per il benessere femminile.
  • Fonte di fitoestrogeni: apporta isoflavoni, composti vegetali con struttura simile a quella degli estrogeni che interagiscono con i recettori estrogenici, in particolare con il recettore beta.
  • Fasi di transizione ormonale: per il suo profilo di isoflavoni viene impiegato nelle formulazioni che accompagnano le fasi di transizione ormonale e l’equilibrio ormonale della donna.
  • Attività antiossidante: agli isoflavoni del trifoglio rosso è attribuita anche un’attività antiossidante.
  • Estratto titolato: la titolazione in isoflavoni permette di conoscere la dose effettiva di principi attivi, riferimento per il confronto con gli studi clinici.

Evidenze Scientifiche

Gli studi clinici sul trifoglio rosso hanno valutato in particolare i sintomi vasomotori della menopausa, come le vampate di calore. Una meta-analisi pubblicata su Nutrients (Kanadys et al., 2021), basata su otto studi randomizzati controllati, ha rilevato una riduzione statisticamente significativa ma moderata della frequenza giornaliera delle vampate rispetto al placebo, in media 1,7 episodi in meno al giorno. La differenza è risultata più marcata nelle donne in postmenopausa con almeno cinque vampate al giorno, con dosi di isoflavoni pari o superiori a 80 mg al giorno, dopo 12 settimane di assunzione e con preparati a maggiore contenuto di biochanina A; gli autori sottolineano la necessità di ulteriori studi ben disegnati.

La revisione Cochrane sui fitoestrogeni (Lethaby et al., 2013), con 43 studi e 4.364 partecipanti, aveva invece concluso che non vi sono prove definitive di una riduzione della frequenza o dell’intensità delle vampate: nei cinque studi con un estratto di trifoglio rosso combinabili in meta-analisi non è emersa una differenza significativa rispetto al placebo, che in molti studi ha prodotto a sua volta un effetto marcato. La stessa revisione non ha rilevato segni di stimolazione estrogenica dell’endometrio o della mucosa vaginale con un uso fino a due anni. Per la presenza di isoflavoni l’impiego è sconsigliato in gravidanza e allattamento; in caso di assunzione di farmaci ormonali o di condizioni sensibili alle variazioni ormonali è opportuno consultare il medico.

Prodotti NMI che contengono questo ingrediente

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