In sintesi
- La lattoferrina è una glicoproteina del latte che lega fino a 2 ioni di ferro per molecola, con affinità circa 260 volte superiore a quella della transferrina del sangue.
- Negli studi in gravidanza la dose confrontata con il solfato ferroso è di 100 mg due volte al giorno; nello studio sulla cute è di 200 mg al giorno per 12 settimane.
- Una revisione sistematica di gennaio 2026 su 10 trial pediatrici trova un solo esito significativo insieme al ferro orale: ferritina +3,52 µg/L (p=0,02).
- Una meta-analisi del 2025 su 25 studi pediatrici non trova differenze significative sulle infezioni delle alte vie respiratorie: OR 0,61 (IC95% 0,27-1,40).
- Nessun claim EFSA è autorizzato per la lattoferrina: l’allergia alle proteine del latte vaccino è una controindicazione e sotto i 3 anni decide il pediatra.
La lattoferrina è una glicoproteina del latte che lega il ferro e interagisce con la risposta immunitaria. Gli studi clinici la usano soprattutto insieme al ferro e in gravidanza, a dosi di 100-200 mg al giorno. Nessun claim EFSA è autorizzato per questa proteina: gli integratori che la contengono non curano e non prevengono le infezioni.
Che cos’è la lattoferrina e come lega il ferro
La lattoferrina è una proteina globulare di circa 80 kDa, della famiglia delle transferrine. Fu identificata nel latte bovino nel 1939. Nell’organismo umano viene prodotta dalle ghiandole esocrine e dai neutrofili, e si ritrova in lacrime, saliva, secrezioni nasali, succhi gastrici e bile.
Nel latte materno la concentrazione è elevata: il colostro ne contiene 1-7 g/L. La molecola è formata da due lobi simmetrici. Ogni lobo lega uno ione ferrico (Fe³⁺), per un massimo di 2 ioni per molecola.
L’affinità per il ferro è circa 260 volte superiore a quella della transferrina del sangue. Il legame è reversibile e mantiene il ferro in forma non reattiva. Da qui nascono i due filoni di ricerca: il trasporto del ferro verso l’organismo e la quantità di ferro libero che resta nei fluidi e nel lume intestinale.
La forma usata negli integratori e nella maggior parte degli studi è la lattoferrina bovina, estratta dal siero del latte. La sua sequenza è omologa al 69% a quella umana.
Apolattoferrina e olo-lattoferrina: le forme a confronto
Il nome cambia in base a quanto ferro la proteina ha già legato. La struttura resta la stessa: cambiano i siti liberi.
| Forma | Legame con il ferro | Come compare negli integratori | Che cosa verificare |
|---|---|---|---|
| Apolattoferrina | Siti liberi: può legare fino a 2 ioni Fe³⁺. | Voce di etichetta della lattoferrina non saturata. | Il grado di saturazione in ferro dichiarato in etichetta. |
| Olo-lattoferrina | Siti occupati dal ferro già legato. | Apporta ferro legato alla proteina. | L’apporto di ferro complessivo della formula. |
| Lattoferrina bovina (bLF) | Omologa al 69% a quella umana. | Forma impiegata negli studi clinici citati e nei prodotti. | Contiene proteine del latte: da evitare in caso di allergia. |
| Lattoferricina | Peptide rilasciato dalla digestione gastrica. | Deriva dalla proteina assunta, non da un ingrediente aggiunto. | Non è una voce separata di etichetta. |
Gli ambiti studiati, dose per dose
La letteratura sulla lattoferrina si concentra su cinque aree. Dosi, esiti misurati e solidità dei dati cambiano da un’area all’altra.
| Ambito studiato | Dose usata negli studi | Esito misurato | Forza dell’evidenza | Cautele |
|---|---|---|---|---|
| Metabolismo del ferro (insieme al ferro orale) | Dosi e durate non uniformi fra i trial. | Ferritina sierica: +3,52 µg/L (IC95% 0,66-6,38; p=0,02). | Revisione sistematica 2026: 10 trial in analisi qualitativa, 8 in meta-analisi, popolazione pediatrica. | Emoglobina, ferro sierico e recettore della transferrina non cambiano; nessun claim EFSA. |
| Anemia in gravidanza | 100 mg due volte al giorno, contro 520 mg al giorno di solfato ferroso. | Emoglobina a 4 settimane: +0,77 g/dL (IC95% 0,04-1,55; p=0,04). | Meta-analisi 2017 su 4 trial randomizzati e 600 donne. | L’anemia si diagnostica con gli esami; in gravidanza decide il medico. |
| Difese e vie respiratorie | Dosi e durate eterogenee fra gli studi inclusi. | Infezioni delle alte vie respiratorie: OR 0,61 (IC95% 0,27-1,40), differenza non significativa. | Meta-analisi 2025 su 8 studi pediatrici per questo esito. | Dati in età pediatrica; nessun claim EFSA; non sostituisce le terapie. |
| Disturbi gastrointestinali | Dosi e durate eterogenee fra gli studi inclusi. | Meno casi di diarrea in età pediatrica: OR 0,56 (IC95% 0,41-0,75). | Meta-analisi 2025 su 14 studi pediatrici per questo esito. | Dati in età pediatrica; una diarrea persistente va valutata dal medico. |
| Cute | 200 mg al giorno per 12 settimane. | Conteggio totale delle lesioni acneiche (-23,1%) e sebo cutaneo (-31,1%) rispetto al placebo. | Un solo studio randomizzato in doppio cieco su 36 soggetti. | Campione piccolo; un quadro cutaneo persistente va valutato dal dermatologo. |
Lattoferrina e ferro: che cosa dicono le revisioni
L’interesse per l’associazione con il ferro orale poggia su tre meccanismi descritti in letteratura.
- Trasporto enterocitario: la lattoferrina si lega a un proprio recettore sull’orletto a spazzola degli enterociti duodenali, per una via distinta dal canale DMT1-ferroportina.
- Azione sull’epcidina: riducendo l’IL-6 sulla mucosa abbassa l’induzione epatica di epcidina, l’ormone che blocca la ferroportina.
- Ferro libero nel lume: il legame reversibile riduce la quota di ferro non legato disponibile nell’intestino.
Una revisione sistematica pubblicata su Nutrition Reviews il 22 gennaio 2026 ha confrontato lattoferrina bovina più ferro orale contro ferro da solo, in età pediatrica. Su 160 studi identificati ne sono stati inclusi 10 in analisi qualitativa e 8 in meta-analisi. L’unico esito significativo è la ferritina sierica: +3,52 µg/L (IC95% 0,66-6,38; p=0,02). Emoglobina, ferro sierico e recettore solubile della transferrina non cambiano.
Il dato è statisticamente significativo ma modesto, e riguarda le riserve, non l’eritropoiesi. I trial mescolano bambini anemici e bambini a rischio, con dosi e durate non uniformi. La ferritina è anche un reagente di fase acuta: senza correzione per la PCR una parte della variazione può non riflettere i depositi reali.
Un secondo confronto, pubblicato su Nutrients nel 2022, ha messo a fronte lattoferrina e solfato ferroso negli studi di intervento. Nel gruppo lattoferrina la ferritina risulta più alta di 13,60 ng/mL (p=0,003) e il ferro sierico di 41,44 µg/dL, mentre l’assorbimento frazionale del ferro è più basso del 2,08% (p=0,02). Anche l’IL-6 risulta più bassa (p<0,00001).
In gravidanza il quadro arriva da una meta-analisi del 2017 su 4 trial randomizzati e 600 donne con anemia sideropenica. L’incremento di emoglobina a 4 settimane favorisce la lattoferrina di 0,77 g/dL (IC95% 0,04-1,55; p=0,04), con meno effetti gastrointestinali riportati. Il dosaggio confrontato nello studio italiano più ampio è di 100 mg due volte al giorno contro 520 mg al giorno di solfato ferroso.
Il confronto fra le forme di ferro usate negli integratori, sucrosomiale e bisglicinato comprese, è nella guida agli integratori di ferro a confronto. Nessun claim EFSA è autorizzato per la lattoferrina sul metabolismo del ferro. Restano utilizzabili i claim del ferro come nutriente, fra cui il contributo alla normale formazione dei globuli rossi e dell’emoglobina.
Difese immunitarie: che cosa misurano gli studi e che cosa non si può dire
I meccanismi descritti in letteratura riguardano più bersagli della risposta innata.
- Attività delle cellule NK e dei linfociti T citotossici.
- Modulazione di citochine come TNF-α e IL-6.
- Maturazione delle cellule dendritiche e fagocitosi dei macrofagi.
- Legame al lipopolisaccaride batterico (LPS).
Sul piano clinico il lavoro più ampio è una meta-analisi del 2025 su studi randomizzati condotti sotto i 18 anni. Da 1.594 citazioni sono stati selezionati 25 studi: 14 sulla diarrea e 8 sulle infezioni delle alte vie respiratorie. Sulle vie respiratorie la differenza rispetto al placebo non è significativa: OR 0,61 (IC95% 0,27-1,40). Sulla diarrea i casi risultano meno numerosi: OR 0,56 (IC95% 0,41-0,75).
Questi numeri riguardano bambini, non adulti. Gli autori indicano la necessità di studi meglio disegnati prima di qualsiasi impiego come intervento di salute pubblica.
Il quadro normativo europeo è netto. Nessun claim salutistico è autorizzato per la lattoferrina, e a un integratore alimentare non può essere attribuito alcun effetto antivirale o antibatterico. Un integratore non tratta le infezioni, non sostituisce gli antibiotici e non sostituisce la vaccinazione antinfluenzale. Il quadro delle sostanze naturali presentate come alternative ai farmaci, con i loro limiti, è nella guida agli antibiotici naturali.
Sul microbiota i dati disponibili vengono da modelli sperimentali. Descrivono un aumento di Bifidobacterium e Lactobacillus nel colon. Il trasferimento all’uomo di questa osservazione non è documentato negli studi citati.
Dosi studiate, tempi e criteri di scelta
Le dosi degli studi citati si collocano fra 100 e 200 mg per assunzione. Le durate vanno da 4 settimane, esito primario della meta-analisi in gravidanza, a 12 settimane nello studio sulla cute. Il riferimento sull’orario è costante: lontano dai pasti.
La proteina viene in parte digerita nello stomaco, ma la struttura compatta ne lascia arrivare una frazione intatta all’intestino tenue. La digestione gastrica genera inoltre la lattoferricina.
- Leggere i milligrammi di lattoferrina, non il peso della capsula. Le dosi degli studi si riferiscono alla proteina, non all’intera formula.
- Verificare la presenza di ferro nella formula. Chi assume già ferro su prescrizione ne parla con il medico prima di aggiungerne altro.
- Definire la durata prima di iniziare. Gli studi citati lavorano su 4-12 settimane: un giudizio dopo pochi giorni non è informativo.
- Escludere l’allergia alle proteine del latte vaccino. La lattoferrina bovina deriva dal siero del latte.
- Non usarla al posto di una terapia. Febbre, dolore e sintomi che non regrediscono vanno valutati dal medico.
Fra le formulazioni NMI la lattoferrina compare in LIPOIMMUN, capsule vegetali con nutrienti in forma liposomiale. La scheda riporta vitamina C liposomiale (250 mg per capsula, 313% VNR), glutatione liposomiale (200 mg), lattoferrina (200 mg) ed esperidina (100 mg), insieme a ferro liposomiale. La vitamina C contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario. Il ferro contribuisce alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento. La posologia indicata è di 2 capsule al giorno, prima di colazione e cena, a stomaco vuoto almeno 30 minuti prima dei pasti principali. Una confezione da 30 capsule copre 15 giorni.
Il posto della lattoferrina fra gli altri nutrienti studiati sul sistema immunitario, vitamina D e zinco compresi, è nella guida su alimentazione e difese immunitarie. Le sostanze studiate sul benessere delle vie urinarie, con meccanismi diversi da questo, sono confrontate negli integratori per la cistite.
Sicurezza, controindicazioni e allergia alle proteine del latte
L’allergia alle proteine del latte vaccino è la controindicazione principale: la lattoferrina bovina si ricava dal siero del latte. Chi ha una diagnosi di allergia non la assume.
Sotto i 3 anni l’uso va deciso dal pediatra. In gravidanza e in allattamento l’assunzione va concordata con il medico che segue il percorso. Nello studio italiano su 295 donne in gravidanza non sono stati registrati effetti avversi nel gruppo lattoferrina, contro il 16,5% del gruppo trattato con solfato ferroso.
Chi assume ferro su prescrizione, o segue una terapia antibiotica, concorda tempi e opportunità dell’integrazione con il medico. L’intolleranza al lattosio è cosa diversa dall’allergia alle proteine del latte: le due condizioni non si sovrappongono.
Quando rivolgersi al medico
Una febbre che dura oltre 3-4 giorni va valutata dal medico, non gestita con un integratore. Un’anemia si conferma con emocromo, ferritina e sideremia, e la terapia la stabilisce il medico. Infezioni respiratorie ripetute nel corso dell’anno meritano un inquadramento clinico. In gravidanza, in allattamento, sotto i 3 anni e in caso di allergia alle proteine del latte l’assunzione va sempre valutata dal medico curante.
Domande frequenti
A cosa serve la lattoferrina?
La lattoferrina è una glicoproteina del latte che lega il ferro con affinità circa 260 volte superiore alla transferrina e interagisce con cellule NK, macrofagi e citochine come TNF-α e IL-6. Gli studi clinici la impiegano soprattutto insieme al ferro, a dosi di 100-200 mg, e misurano ferritina ed emoglobina. Nessun claim EFSA è autorizzato: non cura e non previene malattie.
Qual è il dosaggio di lattoferrina usato negli studi?
Negli studi in gravidanza la dose confrontata con 520 mg al giorno di solfato ferroso è di 100 mg di lattoferrina bovina due volte al giorno. Lo studio sulla cute ha usato 200 mg al giorno per 12 settimane. L’assunzione avviene lontano dai pasti; nelle revisioni pediatriche le dosi non sono uniformi fra i trial.
La lattoferrina è un antivirale?
No. A un integratore alimentare non può essere attribuito alcun effetto antivirale o antibatterico, e per la lattoferrina non esiste alcun claim salutistico autorizzato in Europa. La meta-analisi del 2025 su 8 studi pediatrici non ha trovato differenze significative sulle infezioni delle alte vie respiratorie: OR 0,61 (IC95% 0,27-1,40). Un integratore non tratta le infezioni e non sostituisce le terapie prescritte.
Meglio apolattoferrina o olo-lattoferrina?
Le due forme differiscono per il ferro già legato. L’apolattoferrina ha i siti liberi e può legare fino a 2 ioni Fe³⁺ per molecola; l’olo-lattoferrina li ha occupati e apporta ferro legato alla proteina. Gli studi citati usano lattoferrina bovina, omologa al 69% a quella umana. In etichetta contano i milligrammi dichiarati.
La lattoferrina si può assumere in gravidanza?
La decisione spetta al medico che segue la gravidanza. Una meta-analisi del 2017 su 4 trial e 600 donne con anemia riporta a 4 settimane un incremento di emoglobina superiore di 0,77 g/dL rispetto ai sali ferrosi, con meno effetti gastrointestinali. Un’anemia in gravidanza si conferma con gli esami del sangue e il trattamento lo stabilisce il medico.
Chi è allergico alle proteine del latte può assumerla?
No. La lattoferrina bovina si ricava dal siero del latte, quindi l’allergia alle proteine del latte vaccino è una controindicazione. L’intolleranza al lattosio è una condizione diversa e va valutata a parte con il medico. Sotto i 3 anni l’uso va deciso dal pediatra, mentre in gravidanza e allattamento serve il parere del medico curante.
Quando si assume la lattoferrina durante la giornata?
Negli studi il riferimento è l’assunzione lontano dai pasti. La proteina viene in parte digerita nello stomaco, ma la struttura compatta ne lascia arrivare una frazione intatta all’intestino tenue. Le durate impiegate nei lavori citati vanno da 4 a 12 settimane, con dosi fra 100 e 200 mg per assunzione.
Riferimenti scientifici
- Zhong J., Chen K., Liu C. Is Iron Combined With Lactoferrin More Effective Than Iron Alone in Improving Iron Metabolism in Children With or Without Anemia? A Systematic Review and Meta-analysis of Controlled Clinical Trials. Nutrition Reviews (2026). DOI 10.1093/nutrit/nuaf296.
- Abu Hashim H., Foda O., Ghayaty E. Lactoferrin or ferrous salts for iron deficiency anemia in pregnancy: A meta-analysis of randomized trials. European Journal of Obstetrics & Gynecology and Reproductive Biology (2017). DOI 10.1016/j.ejogrb.2017.10.003.
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- Zhao X. e collaboratori. Comparative Effects between Oral Lactoferrin and Ferrous Sulfate Supplementation on Iron-Deficiency Anemia: A Comprehensive Review and Meta-Analysis of Clinical Trials. Nutrients (2022). DOI 10.3390/nu14030543.
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- Kim J. e collaboratori. Dietary effect of lactoferrin-enriched fermented milk on skin surface lipid and clinical improvement of acne vulgaris. Nutrition (2010). DOI 10.1016/j.nut.2010.05.011.
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