micoterapia funghi medicinali

Micoterapia: i funghi medicinali e come scegliere l’estratto

In sintesi

  • I funghi medicinali sono integratori alimentari, non farmaci: non curano e non trattano malattie, e i claim salutistici sui preparati vegetali e fungini restano in sospeso in Europa da oltre 10 anni.
  • Il numero da leggere in etichetta è la percentuale di beta-glucani, non quella dei polisaccaridi totali: 500 mg di estratto titolato al 30% apportano 150 mg di beta-glucani.
  • Un estratto 10:1 concentra 10 g di fungo essiccato in 1 g di prodotto, ma il rapporto non dice nulla sulla titolazione.
  • I beta-glucani dei funghi hanno struttura β-1,3/1,6: diversa da quella di avena e orzo, gli unici con un claim autorizzato a 3 g al giorno sul colesterolo.
  • Le schede dei prodotti indicano cicli di 1-2 mesi; con anticoagulanti, immunosoppressori o antidiabetici la valutazione medica viene prima.

La micoterapia utilizza estratti di funghi come reishi, shiitake, maitake, cordyceps e hericium. In Italia questi prodotti sono integratori alimentari, non farmaci: non curano e non trattano malattie. Il parametro che distingue un estratto è la percentuale di beta-glucani dichiarata in etichetta, non quella dei polisaccaridi totali. La tradizione orientale impiega questi funghi da oltre 4.000 anni, la ricerca moderna ne studia i composti da alcuni decenni.

Che cosa sono i funghi medicinali e come sono regolati

Con funghi medicinali, o funghi funzionali, si indicano le specie usate per il loro contenuto di composti bioattivi. La micoterapia è la pratica che le impiega sotto forma di estratto. Le specie più citate sono sette: reishi, shiitake, maitake, cordyceps, hericium, agaricus e pleurotus.

La cornice normativa italiana è netta. Questi prodotti rientrano fra gli integratori alimentari e possono accompagnare funzioni fisiologiche, non modificare il decorso di una malattia. L’etichetta non può attribuire azioni curative, preventive o terapeutiche.

I claim salutistici sui preparati vegetali e fungini sono sospesi in Europa da oltre 10 anni, in attesa di valutazione. Per questo un integratore di funghi non dichiara effetti sull’immunità: non si tratta di reticenza commerciale, ma di un vincolo di legge.

Beta-glucani: la molecola su cui si misura un estratto

I beta-glucani sono polisaccaridi della parete cellulare dei funghi. Hanno una catena principale β-1,3 con ramificazioni β-1,6. Nella stessa parete si trova la chitina, la fibra che rende il fungo crudo poco digeribile.

La struttura spiega perché la forma dell’estratto conta. I beta-glucani passano in soluzione con acqua calda, non con l’alcol. Una polvere di fungo essiccato ne contiene, ma dentro una matrice che l’intestino apre con difficoltà.

La ricerca studia il legame di queste molecole con i recettori dell’immunità innata, fra cui la dectina-1 e i toll-like receptor. Si tratta di studi in vitro e su modelli animali. Non autorizzano a parlare di difese rinforzate. Il ruolo della dieta sul sistema immunitario è trattato nell’approfondimento sull’alimentazione per le difese immunitarie.

Un equivoco frequente riguarda i beta-glucani dei cereali. Quelli di avena e orzo hanno struttura β-1,3/1,4 e un claim europeo autorizzato, con 3 g al giorno nel quadro del mantenimento dei normali livelli di colesterolo. I beta-glucani dei funghi hanno struttura diversa e non ereditano quel claim.

Accanto ai polisaccaridi, i funghi contengono triterpeni, steroli e composti fenolici. Il tema della difesa cellulare dallo stress ossidativo è sviluppato nell’articolo sugli antiossidanti naturali.

I sette funghi più studiati: composti, forme e destinatari

La tabella riassume i composti caratteristici di ogni specie e la forma di estratto coerente con quei composti. La colonna dose contiene esempi di calcolo sull’etichetta, non dosaggi consigliati. Serve a mostrare come si passa dai milligrammi di estratto ai beta-glucani effettivi.

Fungo Composti attivi e titolazione Ambito di studio Dose: esempio di lettura Forma dell’estratto Per chi
Reishi (Ganoderma lucidum) Beta-glucani e triterpeni, con titolazione da chiedere per entrambi. Adattamento allo stress, sonno, immunità. 500 mg al 30% danno 150 mg di beta-glucani. Doppia estrazione, acquosa e idroalcolica, da corpo fruttifero. Adulti in fasi di carico prolungato; non con anticoagulanti.
Shiitake (Lentinula edodes) Beta-glucani, fra cui il lentinano, ed eritadenina. Immunità e metabolismo lipidico. 1.000 mg al 15% danno 150 mg di beta-glucani. Estratto acquoso da corpo fruttifero. Chi parte da una specie studiata anche come alimento.
Maitake (Grifola frondosa) Beta-glucani, inclusa la frazione D. Metabolismo glucidico e immunità. 600 mg al 25% danno 150 mg di beta-glucani. Estratto acquoso da corpo fruttifero. Adulti che agiscono anche su dieta e movimento.
Cordyceps (Cordyceps militaris) Cordicepina, adenosina e beta-glucani. Prestazione aerobica e percezione di energia. 750 mg al 20% danno 150 mg di beta-glucani. Micelio da coltura o corpo fruttifero coltivato. Profilo studiato negli adulti attivi; specie assente dalle formulazioni NMI.
Hericium (Hericium erinaceus) Ericenoni nel corpo fruttifero, erinacine nel micelio. Funzione cognitiva e sistema nervoso. 500 mg al 20% danno 100 mg di beta-glucani. Doppia estrazione; la parte usata cambia i composti. Adulti con richieste cognitive elevate.
Agaricus (Agaricus blazei) Beta-glucani β-1,3/1,6 ad alto peso molecolare. Immunità, l’ambito più esplorato per questa specie. 400 mg al 25% danno 100 mg di beta-glucani. Estratto acquoso da corpo fruttifero. Adulti che cercano il profilo classico della micoterapia.
Pleurotus (Pleurotus ostreatus) Beta-glucani, fra cui il pleurano, e fibre solubili. Metabolismo lipidico e apporto di fibra. 1.000 mg al 10% danno 100 mg di beta-glucani. Corpo fruttifero, disponibile anche come alimento fresco. Specie diffusa come alimento fresco; assente dalle formulazioni NMI.

Le sette specie non sono intercambiabili. La domanda utile non è quale sia il più potente, ma quale composto interessa e in quale forma si trova.

Corpo fruttifero o micelio, estratto acquoso o idroalcolico

Un fungo ha due parti utilizzabili. Il corpo fruttifero è la parte che si raccoglie; il micelio è la rete filamentosa che cresce nel substrato.

Il micelio si coltiva spesso su cereale, per esempio riso o avena. Alla raccolta il substrato non sempre viene separato. L’amido del cereale è un alfa-glucano: entra nel conteggio dei polisaccaridi totali e non in quello dei beta-glucani. È il motivo per cui i due numeri non si equivalgono.

Cambia anche il solvente. L’acqua calda estrae i beta-glucani; l’alcol estrae triterpeni, ericenoni ed erinacine. La doppia estrazione unisce i due passaggi ed è coerente con reishi e hericium, che devono parte del loro profilo a molecole non idrosolubili.

Resta un ultimo numero da interpretare. Un estratto 10:1 concentra 10 g di fungo essiccato in 1 g di prodotto finito. Il rapporto misura la concentrazione della materia prima, non la quantità di beta-glucani. Senza titolazione dichiarata è un dato incompleto.

Come si legge l’etichetta di un estratto di funghi

Il calcolo richiede due dati. Si moltiplicano i milligrammi di estratto per porzione per la percentuale dichiarata. 500 mg al 30% danno 150 mg di beta-glucani; gli stessi 500 mg al 10% ne danno 50 mg. Quando l’etichetta riporta solo polisaccaridi al 50%, la quota di beta-glucani non è ricavabile: va chiesta al produttore.

La tabella mette in fila le diciture più comuni e la domanda da porre per ciascuna.

Dicitura in etichetta Che cosa dice Che cosa non dice Che cosa verificare
Polisaccaridi totali 30% Include beta-glucani, alfa-glucani e amidi. Non dice quanti beta-glucani siano presenti. La percentuale di beta-glucani, misurata con metodo enzimatico.
Beta-glucani 20% Quota misurata della frazione di interesse. Non dice da quale parte del fungo provenga. Se l’estratto viene da corpo fruttifero o da micelio.
Estratto 10:1 Rapporto di concentrazione della materia prima. Non dice la titolazione del prodotto finito. La percentuale di beta-glucani sulla porzione giornaliera.
Polvere di fungo Fungo essiccato e macinato, senza estrazione. Non dice quanto sia disponibile all’assorbimento. Se esiste una versione estratta in acqua calda.
Micelio su substrato Coltura su cereale, raccolta insieme al supporto. Non dice quanto substrato resti nel prodotto. Se il substrato viene separato prima dell’estrazione.

Criteri di scelta di un integratore di funghi

Cinque verifiche riducono il margine di errore.

  • Nome botanico. In etichetta compare il binomio latino, per esempio Ganoderma lucidum e non solo reishi.
  • Parte utilizzata. Corpo fruttifero o micelio, dichiarati in modo esplicito.
  • Titolazione. Percentuale di beta-glucani, non di polisaccaridi totali.
  • Controlli analitici. I funghi accumulano metalli dal substrato: il produttore dovrebbe dichiarare i controlli su piombo, cadmio e mercurio.
  • Durata del ciclo. Le schede indicano l’orizzonte su cui valutare, di norma 1-2 mesi.

Fra le formulazioni NMI, MICOGUARD, capsule vegetali con estratti di cinque funghi associa Agaricus blazei, Reishi, Maitake, Hericium e Shiitake, titolati in polisaccaridi. La scheda indica 1-2 mesi di integrazione. EPATOP affianca all’Agaricus blazei lapacho, desmodio e schisandra, in 120 capsule per 2 mesi di integrazione. Entrambi sono integratori alimentari da inserire in uno stile di vita sano e in una dieta varia.

Che cosa la micoterapia non fa

Molte ricerche online arrivano qui con la formula funghi curativi. La risposta è netta: i funghi medicinali non curano i tumori e non trattano le malattie autoimmuni.

Gli studi citati più spesso sono in vitro o su modelli animali, e un dato di laboratorio non si trasferisce alla persona. Fra le misure sull’uomo, uno studio randomizzato e controllato su 52 soggetti sani ha valutato il consumo di 5-10 funghi shiitake al giorno per 4 settimane, osservando variazioni di IgA salivari e proteina C-reattiva. Un dato in vivo riporta un aumento di 3 volte delle cellule produttrici di anticorpi nella milza dopo stimolo antigenico. Sono segnali di ricerca, non prove di efficacia clinica.

Chi ha una diagnosi oncologica o autoimmune ne parla con lo specialista prima di iniziare. Un integratore non sospende e non sostituisce una terapia in corso. Lo stesso principio vale nei quadri metabolici, dove il primo intervento è alimentare: il percorso è descritto nell’articolo su fegato grasso e salute epatica.

Controindicazioni e interazioni da verificare

Nelle persone sane la tollerabilità è buona, ma alcune situazioni richiedono cautela.

  • Anticoagulanti e antiaggreganti. Il reishi è studiato per un’azione sull’aggregazione piastrinica: l’associazione va valutata dal medico.
  • Farmaci ipoglicemizzanti. Maitake e agaricus sono studiati sul metabolismo glucidico; con questi farmaci serve un controllo medico.
  • Immunosoppressori e trapianto. L’uso non è indicato senza parere dello specialista, per la possibile interferenza con la terapia.
  • Malattie autoimmuni. Non esiste un’indicazione all’uso: la decisione spetta al curante.
  • Gravidanza e allattamento. I dati sono insufficienti e l’uso non è raccomandato senza indicazione medica.
  • Allergia ai funghi. Controindicazione assoluta, estratti compresi.

Gli effetti riportati più spesso sono gastrointestinali: gonfiore, feci molli o nausea nei primi giorni. Compaiono soprattutto con dosi alte di polvere non estratta. In genere basta ridurre la quantità o sospendere.

Quando rivolgersi al medico

Una stanchezza che dura da oltre 4 settimane, infezioni ricorrenti o febbre persistente richiedono una valutazione medica, non un integratore. Lo stesso vale per chi assume farmaci cronici o ha una diagnosi in corso. La micoterapia si inserisce dopo la diagnosi, mai al suo posto. Una reazione allergica dopo l’assunzione impone la sospensione e il contatto con il medico.

Domande frequenti

Che cos’è la micoterapia?

La micoterapia impiega estratti di funghi come reishi, shiitake, maitake, hericium e agaricus, standardizzati in beta-glucani. La tradizione orientale li usa da oltre 4.000 anni; la ricerca moderna ne studia i composti da alcuni decenni. In Italia questi prodotti sono integratori alimentari: accompagnano funzioni fisiologiche e non sostituiscono farmaci. La durata indicata nelle schede è di norma 1-2 mesi.

Quali sono i funghi medicinali più studiati?

Le specie più ricorrenti in letteratura sono sette: reishi, shiitake, maitake, cordyceps, hericium, agaricus e pleurotus. Condividono i beta-glucani β-1,3/1,6 della parete cellulare, ma si distinguono per i composti secondari: triterpeni nel reishi, eritadenina nello shiitake, frazione D nel maitake, ericenoni ed erinacine nell’hericium. Cinque di queste specie compaiono insieme nelle formulazioni micoterapiche multi-fungo.

I funghi medicinali curano tumori o malattie autoimmuni?

No. I funghi medicinali non curano i tumori e non trattano le malattie autoimmuni: in Italia sono integratori alimentari, non farmaci. La maggior parte degli studi citati è in vitro o su animali; fra i dati sull’uomo, uno studio randomizzato su 52 soggetti sani ha misurato variazioni di IgA e proteina C-reattiva dopo 4 settimane. Chi ha una diagnosi ne parla con lo specialista.

Meglio corpo fruttifero o micelio?

Dipende dal composto ricercato. Il corpo fruttifero è più ricco di beta-glucani ed è la parte usata per gli estratti acquosi. Il micelio si coltiva su cereale e può arrivare al prodotto finito con il suo substrato: l’amido è un alfa-glucano, quindi gonfia il dato dei polisaccaridi totali senza aggiungere beta-glucani. Per l’hericium le erinacine si trovano nel micelio, gli ericenoni nel corpo fruttifero.

Come si legge la titolazione in beta-glucani?

Si moltiplicano i milligrammi di estratto per porzione per la percentuale dichiarata. Un estratto da 500 mg titolato al 30% apporta 150 mg di beta-glucani; gli stessi 500 mg al 10% ne apportano 50 mg. La dicitura polisaccaridi totali non è equivalente, perché comprende anche amidi e alfa-glucani. Se in etichetta compare solo quel dato, la quota di beta-glucani va chiesta al produttore.

Quali sono le controindicazioni dei funghi medicinali?

L’allergia ai funghi è una controindicazione assoluta. Serve valutazione medica con anticoagulanti e antiaggreganti, con ipoglicemizzanti e con immunosoppressori, incluso il periodo dopo un trapianto. In gravidanza e allattamento i dati sono insufficienti. Nelle malattie autoimmuni non esiste indicazione all’uso. Gli effetti più riportati sono gastrointestinali e compaiono nei primi giorni, soprattutto con dosi alte di polvere non estratta.

I funghi medicinali fanno bene all’intestino?

I beta-glucani sono fibre non digeribili dagli enzimi umani e arrivano al colon, dove il microbiota li fermenta. Su questa fermentazione la ricerca è aperta e riguarda soprattutto modelli sperimentali. Non esistono claim autorizzati sull’intestino per i beta-glucani dei funghi: l’unico riconosciuto riguarda avena e orzo, a 3 g al giorno, ed è riferito al colesterolo.

Aree di riferimento: Sistema Immunitario. Nelle pagine dedicate trovi i prodotti e gli altri approfondimenti collegati.

Questo articolo è stato redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale. Fonti, dati e citazioni sono stati verificati e il testo è stato rivisto e validato dalla redazione prima della pubblicazione.

Immagine generata con l’intelligenza artificiale.

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