In sintesi
- L’ubiquinolo è la forma ridotta del coenzima Q10 e ha attività antiossidante diretta; l’ubiquinone è la forma ossidata che alimenta la produzione di ATP. Nel plasma sano circa il 95% del CoQ10 è ubiquinolo.
- Sotto i 40 anni la conversione enzimatica è di norma conservata e l’ubiquinone in softgel oleoso è sufficiente. Dopo, la sintesi endogena cala: fino al 65% in meno a 80 anni.
- La biodisponibilità dipende più dalla formulazione che dalla forma: i softgel con olio vettore assorbono più delle polveri secche.
- Le dosi di mantenimento riportate in letteratura sono 100-200 mg al giorno; nei protocolli clinici sullo scompenso si arriva a 200-300 mg al giorno in 2-3 somministrazioni ai pasti.
- Le statine riducono la sintesi endogena di CoQ10 fino al 40%: la scelta di affiancare un integratore spetta al medico prescrittore, mai al posto della terapia.
L’ubiquinolo è la forma ridotta del coenzima Q10, l’ubiquinone quella ossidata. Il primo ha attività antiossidante diretta, il secondo alimenta la produzione di ATP nei mitocondri. Nel plasma di un adulto sano circa il 95% del CoQ10 circola come ubiquinolo. La differenza pesa soprattutto dopo i 40 anni, in chi assume statine e in chi ha una capacità di riduzione enzimatica ridotta. Sotto i 40 anni la conversione da ubiquinone a ubiquinolo è di norma conservata.
Perché il coenzima Q10 esiste in due forme
L’ubiquinone accetta elettroni ai complessi I e II della catena respiratoria e alimenta la produzione di ATP. L’ubiquinolo ha attività antiossidante diretta: protegge le membrane e le LDL dalla perossidazione lipidica e rigenera la vitamina E. Le due forme non sono alternative ma si convertono di continuo, circa 5.000 cicli redox all’ora; la sintesi endogena cala dai 21 anni e a 80 anni può risultare inferiore fino al 65%. Funzioni, carenza, sintomi e ambiti d’uso sono trattati in il coenzima Q10: tutto quello che non ti hanno mai raccontato.
Ubiquinolo o ubiquinone: biodisponibilità, stabilità e costo
Un fatto poco pubblicizzato domina il confronto: la biodisponibilità del CoQ10 dipende più dalla formulazione che dalla forma chimica. La molecola è lipofila e l’assorbimento intestinale è lento.
Entrambe le forme vengono assorbite nel tenue, per vie diverse. L’ubiquinone viene ridotto a ubiquinolo durante o dopo l’assorbimento. L’ubiquinolo può essere assorbito già in forma ridotta, a patto che la formulazione lo protegga dall’ossidazione.
Stabilità. L’ubiquinolo si ossida rapidamente a ubiquinone se non è protetto. Le formulazioni di qualità usano softgel fotoresistenti e antiossidanti come la vitamina E o l’acido ascorbico. Questa complessità produttiva si riflette sul prezzo, di norma più alto rispetto all’ubiquinone.
Formulazione. I softgel con olio vettore mostrano un assorbimento nettamente superiore alle polveri in capsula secca. Studi comparativi indicano che l’ubiquinolo in matrice lipidica ottimizzata può raggiungere concentrazioni plasmatiche più elevate, soprattutto negli anziani.
La tabella riassume il confronto. Le dosi indicate sono quelle impiegate negli studi sul coenzima Q10 come molecola: i trial non confrontano tra loro le singole formulazioni.
| Forma e formulazione | Biodisponibilità | Dose studiata | Per chi | Quando assumerla |
|---|---|---|---|---|
| Ubiquinone in polvere, capsula secca | La più bassa del confronto. | 100-200 mg al giorno. | Adulti sotto i 40 anni, senza terapie in corso. | Durante un pasto che contiene grassi. |
| Ubiquinone in softgel con olio vettore | Nettamente superiore alla polvere secca. | 100-300 mg al giorno. | Adulti sotto i 40 anni, anche a dosaggi alti prolungati. | Ai pasti principali, in 2-3 somministrazioni. |
| Ubiquinolo in softgel lipidico fotoresistente | La più alta nei confronti diretti, soprattutto negli anziani. | 100-200 mg al giorno. | Over 40, chi assume statine, stress ossidativo cronico. | A colazione o a pranzo, con i grassi del pasto. |
| Matrice liposomiale o solubilizzata (entrambe le forme) | Superiore alle polveri secche, con dati eterogenei tra prodotti. | Secondo il titolo dichiarato in etichetta. | Chi tollera male i softgel oleosi. | Con il pasto, come le altre forme. |
Quanto coenzima Q10 al giorno e quando prenderlo
Le dosi variano secondo l’obiettivo. Per il mantenimento in adulti sani la letteratura riporta 100-200 mg al giorno. Nei protocolli clinici sullo scompenso si sale a 200-300 mg al giorno, in 2-3 somministrazioni ai pasti. I dosaggi alti appartengono alla ricerca sotto controllo medico, non all’uso autonomo.
L’orario conta meno di ciò che si mangia insieme. Il CoQ10 è liposolubile e l’assorbimento migliora quando l’assunzione avviene durante un pasto che contiene grassi. È sufficiente una quota normale, come olio extravergine o frutta secca. A stomaco vuoto la quota assorbita si riduce.
La finestra suggerita è la mattina o il pranzo: nei soggetti sensibili l’assunzione serale può accompagnarsi a una sensazione di attivazione. Chi assume 2-3 dosi le distribuisce sui pasti principali.
I tempi di risposta non sono immediati. I primi cambiamenti percepiti compaiono di norma dopo 4-6 settimane di assunzione costante. Alcuni studi indicano risultati più consistenti dopo almeno 3 mesi, e il Q-SYMBIO ha misurato gli esiti clinici a 2 anni. La stanchezza persistente ha però molte cause diverse dal CoQ10: il tema è affrontato nella guida agli integratori per la stanchezza.
Coenzima Q10 e statine: perché il tema si pone
Le statine inibiscono la HMG-CoA reduttasi, enzima chiave della via del mevalonato. La stessa via produce sia il colesterolo sia il coenzima Q10. L’inibizione riduce quindi anche la sintesi endogena di CoQ10, con cali riportati fino al 40%.
È un dato di farmacologia, non un’indicazione ad assumere integratori. La scelta di affiancare il coenzima Q10 a una statina spetta al medico prescrittore, che valuta quadro lipidico, tollerabilità e terapie in corso. La statina non va sospesa né sostituita con un integratore. L’inquadramento completo è nell’articolo su statine e approccio integrato.
In chi assume statine l’argomento a favore dell’ubiquinolo poggia su due elementi: la minore disponibilità di CoQ10 endogeno e il fatto che l’ubiquinolo non richiede il passaggio di riduzione enzimatica.
Cosa dicono gli studi clinici
Stato redox e mortalità: lo studio Stürmer del 2026
Lo studio di Stürmer e colleghi, pubblicato su Antioxidants (DOI: 10.3390/antiox15030343), ha seguito 1.333 soggetti della popolazione generale della Germania settentrionale. Il follow-up mediano è stato di 12,9 anni. Al basale sono stati misurati CoQ10 totale, ubiquinolo, ubiquinone e stato redox.
Dopo aggiustamento per età, sesso, BMI, fumo, pressione e assetto lipidico, uno stato redox più alto si associava a una mortalità per tutte le cause maggiore. L’hazard ratio era 1,18 (IC 95%: 1,02-1,36) per ogni incremento di una deviazione standard. Nel confronto tra terzile più alto e più basso saliva a 1,92 (IC 95%: 1,16-3,17).
Il disegno è osservazionale: descrive un’associazione, non un rapporto di causa ed effetto. Lo studio non dimostra che assumere ubiquinolo modifichi la mortalità.
Scompenso cardiaco: Q-SYMBIO e il trial del 2025
Il Q-SYMBIO resta lo studio randomizzato più ampio sul coenzima Q10 nello scompenso cardiaco (DOI: 10.1016/j.jchf.2014.06.008). Ha arruolato 420 pazienti in classe NYHA III-IV. Il protocollo prevedeva 100 mg tre volte al giorno o placebo, in aggiunta alla terapia standard, per 2 anni.
L’endpoint composito è stato raggiunto dal 15% del gruppo CoQ10 contro il 26% del placebo (HR 0,50; IC 95%: 0,32-0,80; p = 0,003). La mortalità cardiovascolare è stata del 9% contro il 16% (p = 0,026). Quella per tutte le cause del 10% contro il 18% (p = 0,018). Anche le ospedalizzazioni per scompenso si sono ridotte (p = 0,033).
Un trial randomizzato del 2025 su Journal of Clinical Medicine (DOI: 10.3390/jcm14113675) ha valutato 120 pazienti con scompenso. L’assegnazione era a 120 mg al giorno o placebo per 6 mesi. Il Global Longitudinal Strain è passato da -11,7% a -14,9% (p inferiore a 0,001). L’NT-proBNP era 815,6 contro 1.378,5 pg/mL (p = 0,012). La distanza al test del cammino dei 6 minuti era 349,3 contro 267,0 m (p = 0,008).
Questi risultati riguardano pazienti cardiopatici seguiti in ambito specialistico. Non descrivono l’effetto di un integratore in soggetti sani e non ne autorizzano un uso terapeutico.
Combinazioni studiate in letteratura
Fumagalli e colleghi, su Clinical Cardiology (DOI: 10.1002/clc.20846), hanno testato CoQ10 terclatrato 320 mg e creatina 340 mg al giorno per 8 settimane. Il campione era di 67 pazienti con frazione di eiezione pari o inferiore al 35%. Capacità lavorativa e consumo di ossigeno di picco sono migliorati. Sono dati di ricerca, non un’indicazione ad associare le due sostanze fuori da una valutazione medica.
Come scegliere in base a età e condizione
La tabella traduce i dati in criteri operativi, profilo per profilo.
| Profilo | Forma indicata | Dose di riferimento | Quando | Cosa verificare |
|---|---|---|---|---|
| Adulto sotto i 40 anni, senza terapie | Ubiquinone in softgel oleoso. | 100-200 mg al giorno. | A colazione o a pranzo. | Presenza di un carrier lipidico. |
| Over 40 | Ubiquinolo stabilizzato. | 100-200 mg al giorno. | Al pasto principale. | Softgel fotoresistente e antiossidanti di protezione. |
| In terapia con statine | Ubiquinolo, su indicazione del medico. | Da concordare con il prescrittore. | Insieme al pasto. | Interazioni con le altre terapie in corso. |
| Cardiopatia nota, in follow-up | Solo secondo protocollo medico. | 200-300 mg al giorno negli studi. | In 2-3 somministrazioni ai pasti. | Nessuna sostituzione della terapia prescritta. |
| Stress ossidativo cronico o sindrome metabolica | Ubiquinolo in matrice lipidica. | 100-200 mg al giorno. | Al pasto principale. | Rivalutazione del ciclo dopo 3 mesi. |
Alcune regole pratiche riducono gli errori più comuni.
- Leggere il titolo, non la promessa. Conta la quantità di CoQ10 per dose giornaliera, non il formato della capsula.
- Verificare il veicolo. Una polvere secca in capsula assorbe meno di un softgel con olio vettore.
- Non assumere a stomaco vuoto. Senza grassi alimentari la quota assorbita cala.
- Dare tempo. Giudicare dopo una settimana è prematuro: la finestra di valutazione è di 4-6 settimane, meglio 3 mesi.
- Segnalare l’integrazione al medico in caso di anticoagulanti orali, antipertensivi o terapie multiple.
- Non scegliere solo sul prezzo. Un ubiquinolo mal formulato si ossida prima ancora dell’assunzione.
Tra le formulazioni NMI, AKQ Complex, capsule vegetali con vitamina K2 (MK-7), coenzima Q10 in forma di ubiquinolo, vitamina A e boro, riunisce il coenzima Q10 e due vitamine liposolubili. La vitamina K2 contribuisce al mantenimento di ossa normali. La vitamina A contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario e al mantenimento di pelle e mucose normali. La scheda indica 1 mese di integrazione.
Lo stesso complesso è disponibile insieme a D-SHIELD, gocce di vitamina D3 liquida, nel KIT Cuore e Ossa. La scheda del kit dichiara, per capsula di AKQ Complex, coenzima Q10 100 mg, vitamina K2 (MK7) 200 mcg e vitamina A 800 mcg. La posologia indicata nel kit è 1 capsula al giorno: 100 mg di coenzima Q10, il limite inferiore dell’intervallo di mantenimento di 100-200 mg al giorno riportato sopra. Per D-SHIELD il kit indica 2 gocce al giorno e non dichiara le unità di vitamina D3. La vitamina K2 e la vitamina D3 contribuiscono al normale mantenimento delle ossa.
Controindicazioni e interazioni da conoscere
Il coenzima Q10 è di norma ben tollerato: gli effetti indesiderati riportati sono lievi e soprattutto gastrointestinali.
Due interazioni meritano attenzione. Alcune evidenze indicano una possibile interferenza con gli anticoagulanti orali. Altre segnalano una possibile somma di effetti con i farmaci antipertensivi. In entrambi i casi il parere medico precede l’integrazione.
In gravidanza e allattamento l’integrazione non è indicata senza supervisione clinica. Chi assume più farmaci in cronico riferisce l’integrazione al medico curante e al farmacista.
Quando rivolgersi al medico
Una stanchezza che dura da oltre 4-6 settimane, non spiegata dal carico di lavoro e non migliorata dal riposo, richiede una valutazione medica. Vanno escluse anemia, disfunzioni tiroidee, carenze marziali o vitaminiche e disturbi del sonno. Dolore muscolare diffuso o debolezza comparsi dopo l’inizio di una statina vanno riferiti al medico prescrittore. Affanno da sforzo, gonfiore alle caviglie, cardiopalmo o dolore toracico richiedono una valutazione cardiologica.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra ubiquinolo e ubiquinone?
Sono le due forme dello stesso coenzima Q10. L’ubiquinone è la forma ossidata: accetta elettroni nella catena respiratoria e partecipa alla produzione di ATP. L’ubiquinolo è la forma ridotta e ha attività antiossidante diretta sulle membrane e sulle LDL. Nel plasma di un adulto sano circa il 95% del CoQ10 circola come ubiquinolo.
A cosa serve il coenzima Q10?
Il coenzima Q10 partecipa alla produzione di energia nei mitocondri e, nella forma ridotta, alla protezione delle membrane cellulari dallo stress ossidativo. Rigenera anche la vitamina E. La sintesi endogena inizia a calare intorno ai 21 anni e a 80 anni può risultare inferiore fino al 65%. Gli integratori alimentari non curano né prevengono malattie: il loro ruolo è nutrizionale.
Quanto coenzima Q10 al giorno?
Per il mantenimento in adulti sani la letteratura riporta 100-200 mg al giorno. Nei trial cardiologici i dosaggi salgono a 200-300 mg al giorno, suddivisi in 2-3 somministrazioni ai pasti: il Q-SYMBIO ha usato 100 mg tre volte al giorno per 2 anni. Le dosi alte appartengono a protocolli sotto controllo medico e non all’uso autonomo.
Quando prendere il coenzima Q10?
Durante un pasto che contiene grassi, perché la molecola è liposolubile e a stomaco vuoto la quota assorbita si riduce. La finestra suggerita è la mattina o il pranzo: nei soggetti sensibili l’assunzione serale può accompagnarsi a una sensazione di attivazione. Chi assume 2-3 dosi al giorno le distribuisce sui pasti principali.
Coenzima Q10 e statine si possono assumere insieme?
Le statine inibiscono la HMG-CoA reduttasi, enzima della via del mevalonato che produce anche il coenzima Q10: la sintesi endogena può ridursi fino al 40%. È un dato di farmacologia, non un’indicazione automatica a integrare. La decisione spetta al medico prescrittore, che valuta terapie e tollerabilità. La statina non va sospesa né sostituita con un integratore.
Dopo quanto fa effetto il coenzima Q10?
I primi cambiamenti percepiti compaiono di norma dopo 4-6 settimane di assunzione costante. Alcuni studi indicano risultati più consistenti dopo almeno 3 mesi. Gli esiti clinici del Q-SYMBIO sono stati misurati a 2 anni, quelli del trial del 2025 a 6 mesi. Giudicare l’integrazione dopo una settimana porta a conclusioni premature.
Il coenzima Q10 ha controindicazioni?
È di norma ben tollerato e gli effetti indesiderati riportati sono lievi, soprattutto gastrointestinali. Alcune evidenze indicano una possibile interferenza con gli anticoagulanti orali e una possibile somma di effetti con gli antipertensivi: in questi casi il parere medico precede l’integrazione. In gravidanza e allattamento non è indicato senza supervisione clinica.
Riferimenti scientifici
- Stürmer P, et al. Higher Redox State of Coenzyme Q10 Is Associated with Higher Risk of All-Cause Mortality in a Sample from the Northern German General Population. Antioxidants. 2026;15(3):343. DOI: 10.3390/antiox15030343
- Mortensen SA, et al. The Effect of Coenzyme Q10 on Morbidity and Mortality in Chronic Heart Failure: Results From Q-SYMBIO. JACC: Heart Failure. 2014;2(6):641-649. DOI: 10.1016/j.jchf.2014.06.008
- Bodea O, et al. Effect of Coenzyme Q10 Supplementation on Cardiac Function and Quality of Life in Patients with Heart Failure. J Clin Med. 2025;14(11):3675. DOI: 10.3390/jcm14113675
- Fumagalli S, et al. Coenzyme Q10 Terclatrate and Creatine in Chronic Heart Failure: A Randomized, Placebo-Controlled, Double-Blind Study. Clin Cardiol. 2011;34(4):211-217. DOI: 10.1002/clc.20846
- Mantle D, et al. The Ubiquinone-Ubiquinol Redox Cycle and Its Clinical Consequences: An Overview. Int J Mol Sci. 2024;25(12):6765. DOI: 10.3390/ijms25126765
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